Cantico dei Cantici

Top 10 Articoli

View RSS Feed

Data 2019-06-30 | Visti  155 |

Data 2019-06-30 | Visti  221 |

Data 2019-06-30 | Visti  1,772 |

Data 2019-06-30 |

Data 2019-06-30 |

Data 2019-06-30 |

Data 2019-05-08 | Visti  133 |

Data 2019-05-07 | Visti  165 |

Data 2019-04-22 | Visti  114 |

Data 2019-04-17 | Visti  1,795 |

Seminario CANTICO 28 febbraio 2015
Data 22-02-2015 | Visti  1277

               "UOMINI E DONNE VERSO LA PIENEZZA DI VITA "

 

Quando: sabato 28 Febbraio 2015, a Milano

Condivisione

Programma

14.00 Accoglienza (presso sala oratorio)

14.30 Adorazione (nella chiesa parrocchiale)

15.30 Pausa Caffè e momento aggregante

16.30 Relazione di Don Simone Bruno

17.30 Condivisione

18.30 Aperitivo

 Simone Bruno. Sacerdote paolino, Dottore di ricerca inPsicologia della comunicazione: processi cognitivi, emotivi e linguisticipresso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari; laureato inPsicologia clinica: salute, relazioni familiari e interventi di comunità presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnatoPsicologia dello Sviluppo presso la facoltà di Scienze della Formazione di Bari, dove ha svolto attività di ricerca sui legami di attaccamento madre-bambino. È co-autore di diverse pubblicazioni riguardanti i legami affettivi genitori-figli e lo sviluppo del bambino, sia su riviste scientifiche e divulgative sia su volumi nazionali e internazionali. Attualmente è giornalista professionista e consulente di redazione del bimestrale Famiglia Oggi, dove continua ad occuparsi di legami familiari; collabora con il Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia di Milano) e con il settimanale Famiglia Cristiana per la realizzazione delle inchieste familiari di attualità. Cura una serie di volumi e di collane per il settore Famiglia delle Edizioni San Paolo. Da ottobre 2014 è diventato Direttore Editoriale del Gruppo San Paolo.

Dove: Parrocchia "Madonna della Medaglia Miracolosa" - Via Fratelli Rosselli n. 6 - Milano (MM3 Corvetto)

Salone Parrocchiale con ingresso dal lato destro della Chiesa (arrivando a piedi dalla stazione M3 Corvetto, si può passare anche dal cancello pedonale del giardino che si affaccia su viale Lucania)

Si trova a 150 mt dalla fermata Corvetto della metropolitana gialla- Linea M3.

 

NB: E' necessario iscriversi entro il 25 febbraio 2015,

scrivendo a: canticomilano@libero.it, indicando nome, cognome, città, indirizzo e-mail

 

Costo: 22,00 euro compreso materiale, pausa caffe e l'aperitivo..

NON rimanere a casa da sola/o, unisciti a noi! Porta tutti i tuoi amici.

ti aspettiamo!

team cantico milano

 

come arrivare all'incontro con i mezzi pubblici

Dalla Stazione Centrale – in metropolitana

1.     Prendi la linea metropolitana denominata M3 o Gialla (direzione San Donato).

2.      Scendi alla fermataCorvetto, sali in superficie seguendo le indicazioni per Viale Lucania,

3.     Continua su Viale Lucania (lato dei numeri pari) fino ad un cancello pedonale del giardino che si affaccia su viale Lucania (tra n. civico 12 e n. civico 16)

4.      entra nel cancello pedonale del giardino, percorri pochi metri nel vialetto del giardino fino all'ingresso della Sala Oratorio sul lato della Chiesa.

 (vedi Mappa  allegata: "Percorso a piedi da Stazione M3 Corvetto" )

Se arrivi da altre linee della Metropolitana, prendi la linea Gialla M3 direzione San Donato, cambiando in queste stazioni:

Linea Rossa M1 – cambia a Duomo e prendi la linea Gialla M3 direzione San Donato - ripeti le tappe da 2 a 4 sopra indicate

Linea Verde M2 – cambia a Centrale e prendi la linea Gialla M3 direzione San Donato - ripeti le tappe da 2 a 4 sopra indicate

Linea Lilla M5 – cambia a Zara e prendi la linea Gialla M3 direzione San Donato - ripeti le tappe da 2 a 4 sopra indicate

 Consulta il sito di ATM per percorsi anche con altri mezzi pubblici

http://www.atm.it/it/Giromilano/Pagine/default.aspx

  ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

come arrivare all'incontro con l'auto

Da Bergamo o Brescia percorrendo l'autostrada A4/E64

76,15 km

Svincolo A4-Tangenziale Est   - Continua in A51/Tangenziale Est - Esci dall'autostrada Svincolo Piazzale Corvetto, segui le indicazioni per Piazzale Corvetto, al Piazzale gira a destra per Viale Lucania, prosegui fino all'incrocio a destra con Via Fratelli Rosselli, arrivo al civico 6 di Via Fratelli Rosselli – Chiesa Madonna della Medaglia Miracolosa. Entra nel cancello pedonale a destra della Chiesa, per accesso al giardino, percorri pochi metri nel vialetto del giardino fino all'ingresso della Sala Oratorio sul lato della Chiesa.

 

Da Torino, percorrendo l'autostrada A4/E64

135,75 km

Svincolo Milano Est .Gira a destra in A52/Tangenziale Nord Gira a destra inA51/Tangenziale Est Esci dall'autostrada Svincolo Piazzale Corvetto egui le indicazioni per Piazzale Corvetto, al Piazzale gira a destra per Viale Lucania,prosegui fino all'incrocio a destra con Via Fratelli Rosselli, arrivo al civico 6 di Via Fratelli Rosselli – Chiesa Madonna della Medaglia Miracolosa. Entra nel cancellopedonale a destra della Chiesa, per accesso al giardino, percorri pochi metri nel vialetto del giardino fino all'ingresso della Sala Oratorio sul lato della Chiesa.

 

Per trovare più facilmente parcheggio, invece di uscire dall'autostrada Svincolo Corvetto, segui le indicazioni per San Donato Milanese: puoi lasciare l'auto nel parcheggio silos accanto alla stazione Metropolitana M3 San Donato: Via Impastato 27 – San Donato Milanese, aperto Tutti i giorni dalle ore 06:00 alle ore 01:00.

Prendi la metropolitana M3 direzione Comasina ed in due fermate sei alla stazione M3 di Corvetto. Segui le indicazioni per chi arriva con i mezzi pubblici

 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

DOVE ALLOGGIARE

OASI SAN FRANCESCO

Metropolitana M1 Rossa, fermata Primaticcio o Bande Nere

Via Arzaga, 23 - 20146 Milano. Tel 02.416318 - 02.416319 - 02.416904 Fax 02.4158653. www.oasiaccoglienza.it  nfo@oasiaccoglienza.it

ORARI OASI

·        Apertura al mattino: ore 6.30 (Sabato, Domenica e festivi: ore 7.30)

·        Chiusura alla sera: ore 23.00 (Sabato, Domenica e festivi: ore 24.00)

·        Accoglienza: ore 9.00 - 13.00 e 14.30 - 19.00

·        Prenotazioni: da lunedì a venerdì ore 9.30 - 12.00 e 16.30 - 18.00

·        Domenica e festivi la porta resta chiusa dalle 13 alle 15

 

PORTALE UFFICIO DEL TURISMO DI MILANO - ACCOMODATION

http://www.turismo.milano.it/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz94MwS_YJ0RUUAQsTjbQ!!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=it/situr/home/organizzaviaggio/accomodation

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

QUARESIMA 2015: MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO

domenica 15 febbraio 2015

QUARESIMA 2015: MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO
 MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2015
 
 
Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)


Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un "tempo di grazia" (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: "Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo" (1 Gv 4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell'indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell'indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.
 
Quando il popolo di Dio si converte al suo amore, trova le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone. Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo Messaggio è quella della globalizzazione dell'indifferenza.
 
L'indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano.
 
Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo. Nell'incarnazione, nella vita terrena, nella morte e risurrezione del Figlio di Dio, si apre definitivamente la porta tra Dio e uomo, tra cielo e terra. E la Chiesa è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità (cfr Gal 5,6). Tuttavia, il mondo tende a chiudersi in se stesso e a chiudere quella porta attraverso la quale Dio entra nel mondo e il mondo in Lui. Così la mano, che è la Chiesa, non deve mai sorprendersi se viene respinta, schiacciata e ferita.
 
Il popolo di Dio ha perciò bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso. Vorrei proporvi tre passi da meditare per questo rinnovamento.
 
1. "Se un membro soffre, tutte le membra soffrono" (1 Cor 12,26) – La Chiesa
 
La carità di Dio che rompe quella mortale chiusura in se stessi che è l'indifferenza, ci viene offerta dalla Chiesa con il suo insegnamento e, soprattutto, con la sua testimonianza. Si può però testimoniare solo qualcosa che prima abbiamo sperimentato. Il cristiano è colui che permette a Dio di rivestirlo della sua bontà e misericordia, di rivestirlo di Cristo, per diventare come Lui, servo di Dio e degli uomini. Ce lo ricorda bene la liturgia del Giovedì Santo con il rito della lavanda dei piedi. Pietro non voleva che Gesù gli lavasse i piedi, ma poi ha capito che Gesù non vuole essere solo un esempio per come dobbiamo lavarci i piedi gli uni gli altri. Questo servizio può farlo solo chi prima si è lasciato lavare i piedi da Cristo. Solo questi ha "parte" con lui (Gv 13,8) e così può servire l'uomo.
 
La Quaresima è un tempo propizio per lasciarci servire da Cristo e così diventare come Lui. Ciò avviene quando ascoltiamo la Parola di Dio e quando riceviamo i sacramenti, in particolare l'Eucaristia. In essa diventiamo ciò che riceviamo: il corpo di Cristo. In questo corpo quell'indifferenza che sembra prendere così spesso il potere sui nostri cuori, non trova posto. Poiché chi è di Cristo appartiene ad un solo corpo e in Lui non si è indifferenti l'uno all'altro. "Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui" (1 Cor 12,26).
 
La Chiesa è communio sanctorum perché vi partecipano i santi, ma anche perché è comunione di cose sante: l'amore di Dio rivelatoci in Cristo e tutti i suoi doni. Tra essi c'è anche la risposta di quanti si lasciano raggiungere da tale amore. In questa comunione dei santi e in questa partecipazione alle cose sante nessuno possiede solo per sé, ma quanto ha è per tutti. E poiché siamo legati in Dio, possiamo fare qualcosa anche per i lontani, per coloro che con le nostre sole forze non potremmo mai raggiungere, perché con loro e per loro preghiamo Dio affinché ci apriamo tutti alla sua opera di salvezza.
 
2. "Dov'è tuo fratello?" (Gen 4,9) – Le parrocchie e le comunità
 
Quanto detto per la Chiesa universale è necessario tradurlo nella vita delle parrocchie e comunità. Si riesce in tali realtà ecclesiali a sperimentare di far parte di un solo corpo? Un corpo che insieme riceve e condivide quanto Dio vuole donare? Un corpo, che conosce e si prende cura dei suoi membri più deboli, poveri e piccoli? O ci rifugiamo in un amore universale che si impegna lontano nel mondo, ma dimentica il Lazzaro seduto davanti alla propria porta chiusa ? (cfr Lc 16,19-31).
 
Per ricevere e far fruttificare pienamente quanto Dio ci dà vanno superati i confini della Chiesa visibile in due direzioni.
 
In primo luogo, unendoci alla Chiesa del cielo nella preghiera. Quando la Chiesa terrena prega, si instaura una comunione di reciproco servizio e di bene che giunge fino al cospetto di Dio. Con i santi che hanno trovato la loro pienezza in Dio, formiamo parte di quella comunione nella quale l'indifferenza è vinta dall'amore. La Chiesa del cielo non è trionfante perché ha voltato le spalle alle sofferenze del mondo e gode da sola. Piuttosto, i santi possono già contemplare e gioire del fatto che, con la morte e la resurrezione di Gesù, hanno vinto definitivamente l'indifferenza, la durezza di cuore e l'odio. Finché questa vittoria dell'amore non compenetra tutto il mondo, i santi camminano con noi ancora pellegrini. Santa Teresa di Lisieux, dottore della Chiesa, scriveva convinta che la gioia nel cielo per la vittoria dell'amore crocifisso non è piena finché anche un solo uomo sulla terra soffre e geme: "Conto molto di non restare inattiva in cielo, il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime" (Lettera 254 del 14 luglio 1897).
 
Anche noi partecipiamo dei meriti e della gioia dei santi ed essi partecipano alla nostra lotta e al nostro desiderio di pace e di riconciliazione. La loro gioia per la vittoria di Cristo risorto è per noi motivo di forza per superare tante forme d'indifferenza e di durezza di cuore.
 
D'altra parte, ogni comunità cristiana è chiamata a varcare la soglia che la pone in relazione con la società che la circonda, con i poveri e i lontani. La Chiesa per sua natura è missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini.
 
Questa missione è la paziente testimonianza di Colui che vuole portare al Padre tutta la realtà ed ogni uomo. La missione è ciò che l'amore non può tacere. La Chiesa segue Gesù Cristo sulla strada che la conduce ad ogni uomo, fino ai confini della terra (cfr At 1,8). Così possiamo vedere nel nostro prossimo il fratello e la sorella per i quali Cristo è morto ed è risorto. Quanto abbiamo ricevuto, lo abbiamo ricevuto anche per loro. E parimenti, quanto questi fratelli possiedono è un dono per la Chiesa e per l'umanità intera.
 
Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell'indifferenza!
 
3. "Rinfrancate i vostri cuori !" (Gc 5,8) – Il singolo fedele
 
Anche come singoli abbiamo la tentazione dell'indifferenza. Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire. Che cosa fare per non lasciarci assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza?
 
In primo luogo, possiamo pregare nella comunione della Chiesa terrena e celeste. Non trascuriamo la forza della preghiera di tanti! L'iniziativa 24 ore per il Signore, che auspico si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo, vuole dare espressione a questa necessità della preghiera.
 
In secondo luogo, possiamo aiutare con gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa. La Quaresima è un tempo propizio per mostrare questo interesse all'altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità.
 
E in terzo luogo, la sofferenza dell'altro costituisce un richiamo alla conversione, perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli. Se umilmente chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, allora confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l'amore di Dio. E potremo resistere alla tentazione diabolica che ci fa credere di poter salvarci e salvare il mondo da soli.
 
Per superare l'indifferenza e le nostre pretese di onnipotenza, vorrei chiedere a tutti di vivere questo tempo di Quaresima come un percorso di formazione del cuore, come ebbe a dire Benedetto XVI (Lett. enc. Deus caritas est, 31). Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio. Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell'amore che conducono ai fratelli e alle sorelle. In fondo, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l'altro.
 
Per questo, cari fratelli e sorelle, desidero pregare con voi Cristo in questa Quaresima: "Fac cor nostrum secundum cor tuum": "Rendi il nostro cuore simile al tuo" (Supplica dalle Litanie al Sacro Cuore di Gesù). Allora avremo un cuore forte e misericordioso, vigile e generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella vertigine della globalizzazione dell'indifferenza.
 
Con questo auspicio, assicuro la mia preghiera affinché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra con frutto l'itinerario quaresimale, e vi chiedo di pregare per me. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.
 
Dal Vaticano, 4 ottobre 2014
 
Festa di San Francesco d'Assisi
 
Francesco

 

 

Aggiornamenti Recenti

Stacy Logged in 63 secondi fà
Maurizio62 Logged in 5 minuti fà
Diego74 Logged in 8 minuti fà
simone2020 Logged in 9 minuti fà
angelo2016 Logged in 13 minuti fà

Nuovi Utenti

Matteee - 20 ora fà 20 Anni / Italia
MrFaberJack - 1 giorni fa 26 Anni / Italia
simone2020 - 1 giorni fa 33 Anni / Italia
Gabry15 - 3 giorni fà 21 Anni / Italia
Alessandro777 - 4 giorni fà 41 Anni / Italia
bosnianarabicchinesecroatiandanishdutchenglishfrenchgermangreekitalianjapanesepolishportuguesromanianrussianslovenskospanishswedishthaiturkeyczechkoreannorwegianslovaktaiwanesevietnamese