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Famiglia Lavori in Corso- conferenza Istituto Giovanni Paolo II Roma 20 maggio 2015
Data 20-05-2015 | Visti  945

 

L'Editore Cantagalli

è lieto di invitare la S. V. alla presentazione della collana

 

 

Mercoledì 20 maggio 2015 – ore 16.00 Auditorium del Pontificio Istituto Giovanni PaoloII Piazza S. Giovanni in Laterano, 4

Città del Vaticano

Interviene

S. Em. Rev.ma Cardinale Robert Sarah

Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

Partecipano

Dott.ssa Maria Antonietta Calabrò

Giornalista Corriere della Sera

Dott. Sandro Magister

Giornalista l'Espresso

 

R.S.V.P.  Edizioni Cantagalli | ufficiostampa@edizionicantagalli.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La società del terzo millennio pone all'attenzione generale nuo- ve tematiche, con le quali anche

la Chiesa è di fatto costretta a confrontarsi, che quotidianamente interessano l'opinione pubbli- ca e scuotono le coscienze. Una sfida pienamente raccolta dal pon- tificato di Papa Francesco, come dimostra il Sinodo sulla famiglia che sta suscitando un intenso dibattito e ha visto emergere posi- zioni divergenti tra chi propugna indulgenti aperture e chi invece ribadisce la necessità di rimanere fedeli alla dottrina tradizionale.L'Editore Cantagalli ha così ideato una nuova collana, dal ti- tolo "Famiglia, lavori in corso", dedicata proprio ai problemi più scottanti che la Chiesa sta affrontando: omosessualità, sessualità, divorzio, procreazione assistita, eutanasia, celibato. Una raccolta di saggi di firme autorevoli, capaci di analizzare a fondo le singole questioni, con l'obiettivo di stimolare un proficuo confronto e di aiutare quanti sono alla ricerca di risposte ad interrogativi sempre più urgenti.


Famiglia, lavori in corso

La società del terzo millennio pone all'attenzione generale nuove tematiche, con le quali anche la Chiesa è di fatto costretta a confrontarsi, che quotidianamente interessano l'opinione pubblica e scuotono le coscienze. Una sfida pienamente raccolta dal pontificato di Papa Francesco, come dimostra il Sinodo sulla famiglia che sta suscitando un intenso dibattito e ha visto emergere posizioni divergenti tra chi propugna indulgenti aperture e chi invece ribadisce la necessità di rimanere fedeli alla dottrina tradizionale.
L'Editore Cantagalli ha così ideato una nuova collana, dal titolo "Famiglia, lavori in corso", dedicata proprio ai problemi più scottanti che la Chiesa sta affrontando: omosessualità, sessualità, divorzio, procreazione assistita, eutanasia, celibato. Una raccolta di saggi di firme autorevoli, capaci di analizzare a fondo le singole questioni, con l'obiettivo di stimolare un proficuo confronto e di aiutare quanti sono alla ricerca di risposte ad interrogativi sempre più urgenti.


novità

Eucaristia e divorzio: cambia la dottrina?Eucaristia e divorzio: cambia la dottrina?
José Granados

Tra i temi discussi in occasione del Sinodo straordinario sulla famiglia dell'ottobre 2014 spicca quello della possibile ammissione all'Eucaristia dei divorziati risposati. La questione si inserisce nel più ampio quadro di come presentare il Vangelo ad un mondo che in larga misura lo sente estraneo e distante. I sostenitori delle due diverse posizioni sembrano d'accordo sul fatto che la dottrina su matrimonio e famiglia non può essere modificata, specialmente per quanto riguarda l'indissolubilità. Chi auspica la necessità di un cambiamento, però, afferma che si tratta soltanto di questioni pastorali o disciplinari, che non comprometterebbero in alcun modo l'insegnamento tradizionale. Ma è davvero possibile modificare la pratica della Chiesa senza cambiare la dottrina?
Dare per scontata la risposta significherebbe correre il rischio di lasciare inesplorati pregiudizi latenti. Le pagine che seguono, dunque, esaminano cos'è la dottrina per andare alla radice della questione in discussione: qual è il vincolo che lega la dottrina all'agire cristiano e alla pastorale della Chiesa? Come si evolve la dottrina in ogni cultura e, specialmente, a contatto con l'epoca moderna?
Solo andando a fondo dei problemi sarà possibile risolverli ed evitare le deviazioni, ma anche illustrare la bellezza dell'insegnamento cristiano e la pienezza alla quale ci chiama. Seguendo questo percorso, il dibattito suscitato dal Sinodo potrebbe davvero risultare provvidenziale per ricreare speranza nel cammino delle famiglie.

DAL CAPITOLO "IL MATRIMONIO INDISSOLUBILE: LA DOTTRINA FECONDA": "[…] L'amore tra uomo e donna fa presente ed efficace la fedeltà di Cristo e della sua Chiesa, fedeltà che pervade i tempi con il ritmo proprio del Dio eterno. Essenziale al matrimonio sacramento è il fatto di essere indissolubile, non solo perché dura fino alla morte, ma perché condivide un modo nuovo di vivere il tempo, quello proprio di Gesù risuscitato che accompagna i suoi. Possiamo dire che il matrimonio e la famiglia sono, anzitutto, un «mistero». E considerato che, secondo Paolo, «mistero» e Vangelo si intrecciano (cf. Ef 6,19), la famiglia è un vangelo. Questo vuol dire che la famiglia è un vangelo non come un bell'ideale al quale Cristo ci chiama ad avvicinarci. Essa è vangelo perché è «mistero», ossia manifestazione visibile e concreta, incarnata, del progetto di Dio per l'uomo nella storia. Perciò non ha senso parlare della dottrina come ideale, giacché questa dottrina prende sempre corpo in modi di vita, riti liturgici, pratiche sociali […]".


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novità

Cosa ne pensa Gesù dei divorziati risposati?Cosa ne pensa Gesù dei divorziati risposati?
Luis Sánchez Navarro

Nel dibattito relativo all'opportunità di garantire l'accesso ai divorziati risposati ai sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia è frequente imbattersi in argomenti di tipo pastorale, sulla base di ragionamenti che ad una prima analisi possono sembrare appropriati e convincenti, ma che sorprendentemente mancano il più delle volte del benché minimo riferimento alla parola di Gesù, e in particolare al suo insegnamento sul matrimonio e sul divorzio. Dal momento che la dottrina ecclesiale si radica profondamente nel Vangelo, Sánchez Navarro sottolinea come occorra rivolgere la nostra attenzione alla Scrittura, fermandoci un attimo ad ascoltare con serenità le parole di Cristo. L'autore, così, analizza in maniera accurata e puntuale la posizione di Gesù in fatto di matrimonio e divorzio, testimoniata dai Vangeli di Matteo, Marco e Luca e finalizzata a ristabilire il disegno di Dio Cr eatore sulla famiglia, per poi esaminare come la sua parola sia stata accolta ed attualizzata da San Paolo. Il tutto teso a dare una risposta risolutiva alla domanda sulla quale poggia l'intero saggio: che ne pensa Gesù dei divorziati risposati?

DAL CAPITOLO "GESÙ E IL DIVORZIO": "[…] per Gesù Gn 2,24 è un testo capitale che rivela la volontà di Dio in ciò che si riferisce al divorzio. Gli sposi sono una sola carne, una realtà singolare che appartiene al piano creatore di Dio. Così la domanda dei farisei riceve una risposta definitiva, benché inaspettata: non solo non è lecito ripudiare la propria moglie «p er qualsiasi motivo», ma ogni divorzio che comporti la rottura del vincolo tra gli sposi (vale a dire, che dia l'accesso a una nuova unione: questo era il senso del libello di ripudio) è illecito. L'uomo non è autorizzato ad alterare la natura del matrimonio, che appartiene al disegno creatore di Dio. Ribellarsi davanti a lui implica una rottura dell'alleanza originaria, peccato che – secondo la Scrittura – finisce per sfociare nell'idolatria; e oltretutto è inutile, poiché nulla può opporsi alla parola creatrice di Dio […]".


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novità

Famiglie diverse: espressioni imperfette dello stesso ideale?Famiglie diverse: espressioni imperfette dello stesso ideale?
Stephan Kampowski

In molti contesti culturali la Chiesa fatica a comunicare efficacemente il suo messaggio sulla sessualità, sul matrimonio e la famiglia, considerato troppo distante dalla vita reale. Controversa è la questione di quali siano le radici di tale difficoltà e di come sia opportuno rispondere. Occorre davvero che la Chiesa si uniformi maggiormente alla realtà, trovando un punto di mediazione tra i suoi ideali e la vita di tutti i giorni, se vuole che i fedeli tornino ad ascoltarla? Con un'analisi rispettosa ma critica, l'autore mette in luce come spesso i fedeli tendano ad allontanarsi dalla Chiesa in quanto non conoscono bene il suo insegnamento. Laddove viene trasmessa senza filtri, in tutta la sua genuina bellezza, la parola di Gesù è accettata con entusiasmo e si dimostra capace di attrarre un numero importante di persone, anche se implica uno stile di vita diverso rispetto a quello proposto dalla cultura oggi domina nte. Il documento conclusivo del Sinodo parla di convivenze, di unioni civili, dei divorziati risposati civilmente; la sua Relatio post disceptationem contiene anche una discussione sulle unioni tra persone dello stesso sesso. Kampowski cerca di far notare come i principi di fondo su cui si basano le "famiglie diverse" sono, per la maggior parte, contrari a tutto ciò che ci permette di parlare di famiglia cristiana. L'insegnamento della Chiesa, infatti, non è ideologico, ma in sintonia con la realtà, e gli ideali che essa propugna, oltre che belli, sono anche possibili malgrado tutte le avversità.

DAL CAPITOLO "ELEMENTI COSTRUTTIVI NELLE UNIONI NON CONIUGALI: IL SINODO DEL 2014": "[…] Gli attivisti dei diritti gay si adoperano affinché sia consentito alle coppie di persone dello stesso sesso di contrarre un vincolo pubblico stabile. […] Se il vincolo è riconosciuto dalla società, allora quest'ultima dovrebbe avere voce in capitolo. Ma che interesse avrebbe la società a riconoscere un&rs quo;unione, a conferirle un determinato status e ad attribuirle certi privilegi? Le coppie sposate, che assumono in pubblico lo status di matrimonio, si accollano anche il munus, l'ufficio, di servire la vita nella loro relazione e per suo tramite. Quindi tale unione ha un'evidente rilevanza sociale: è attraverso il matrimonio che la società si rinnova. È qui che i suoi nuovi membri nascono e sono allevati, e questo è anche il motivo dell'interesse pubblico a mantenerla stabile. Invece nelle unioni fra persone dello stesso sesso la stabilità non è un requisito intrinseco di nulla di ciò che fanno i partner. In assenza della differenza sessuale i due non possono diventare genitori l'uno tramite l'altro, quindi non si può dire che la loro relazione sia al servizio della procreazione di esseri umani e della loro educazione. Pertanto non vi è motivo alcuno per cui tale relazione debba ess ere di pubblico interesse […]. Il desiderio di stabilità risiede soltanto nella volontà arbitraria dei contraenti, e se uno di essi cambia idea non vi saranno conseguenze su nessun altro che loro due. In questo caso vediamo che la possibile stabilità dell'unione non è un «elemento costruttivo», bensì una scelta personale arbitraria […]".

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