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COSA INTENDIAMO QUANDO PARLIAMO DI “NOZZE”?
Data 24-08-2018 | Visti  1394

  

CANTICO DEI CANTICI

SCUOLA DI FORMAZIONE

POST N. 2

24 AGOSTO 2018

MAURO MERUZZI PhD

 

 

 

COSA INTENDIAMO QUANDO PARLIAMO DI "NOZZE"?

 

 

 

Le nozze sono l'oggetto dei nostri desideri. Diciamo: "Desidero formare una famiglia"; "Mi sento chiamata/o a sposarmi", ecc. E ci rendiamo conto che le parole plasmano il nostro universo. Le parole che risuonano dentro di noi ci trasformano, in qualche modo, nelle realtà che esse evocano.

 

S. Agostino diceva che tutti sappiamo cosa è il tempo, ma quando si tratta di descriverlo, non troviamo le parole.

 

Così è per le nozze. Esse sono la nostra origine, l'oggetto dei nostri desideri, il fine e la fine, eppure non riusciamo a definirle, ci sfuggono, appartengono al Mistero.

 

Un modo per "sbirciare" oltre la soglia del Mistero è comprendere l'origine e il significato delle parole. I significati primordiali ci immettono in un mondo di idee ed emozioni che è in grado di trasformare la nostra visione di noi stessi e della realtà.

 

Le tre parole sulle quali vorrei attirare la tua attenzione sono: Matrimonio, Sposalizio e Nozze.

 

MATRIMONIO

 

Il matri-monio viene dal Latino matri munus. È il munus (compito, prerogativa, dono) della madre. Mentre il patri-monio è il munus del padre.

 

Il matri-monio viene dunque inteso, all'origine, come lo stato in cui la donna esprime il proprio dono nella maternità. Il matrimonio è lo spazio sacro in cui la donna è al centro.

 

Matrimonio e patrimonio sono inscindibilmente connessi. Non vi è l'uno senza l'altro. Un matrimonio senza patrimonio è un incubo. E un patrimonio senza matrimonio assomiglia a Mazzarò della novella di Giovanni Verga, La roba. Al termine della vita, non avendo nessuno a cui lasciare le proprie ricchezze, Mazzarò si mette a colpire gli animali della sua fattoria gridando, "Roba mia, vientene con me". Possiamo pensare anche a Mr Scrooge, della novella di Charles Dickens, A Christmas Carol.

 

Il patrimonio del padre ha senso solo se posto a servizio del matrimonio della madre.

 

Lo spazio sacro della madre indica che non solo la donna è al centro, ma anche la vita stessa è il centro di questo spazio. Tutto è orientato alla vita. Nel Vangelo di Giovanni si dice che Gesù è venuto per darci la vita, e donarcela in abbondanza. La vita fisica, biologica, e la vita spirituale, eterna.

 

Il matrimonio dice dunque che la donna, in quanto madre, è la depositaria del Mistero della vita. Un Mistero fragile, che va protetto (patrimonio).

 

SPOSALIZIO, SPOSARSI, SPOSO/SPOSA

 

Queste parole vengono dal Latino spondere = promettere formalmente, far voto, giurare. Sponsalia è il contratto di matrimonio prima della coabitazione, corrispondente più o meno al fidanzamento ufficiale, ma con effetto obbligante.

 

La donna era detta: sperata durante il corteggiamento; pacta (= pattuita) quando l'uomo la chiedeva in sposa; sponsa quando i due si erano reciprocamente obbligati; e nupta con la coabitazione.

 

Lo sposalizio è la fase preliminare alle nozze. Questo ci aiuta a capire, ad esempio, il dramma di Giuseppe e Maria, specialmente nel Vangelo di Matteo. La suddivisione in sposalizio e nozze esisteva anche nel diritto Ebraico (qiddushin e nissuin). Maria non è semplicemente fidanzata con Giuseppe, i due sono già formalmente "sposati", anche se non sono ancora entrati nella fase della coabitazione (nozze).

 

Nella nostra mentalità il fidanzamento è il tempo del discernimento, ed è possibile (doveroso, in alcuni casi), non celebrare le nozze fino al momento prima del sì. Nella mentalità antica, invece, il tempo del discernimento avviene prima dello sposalizio, prima, cioè, della promessa ufficiale.

 

Lo sposalizio come patto, giuramento, ci parla di un aspetto oggi forse un po' dimenticato nella relazione nuziale: la dimensione del tenere fede alla parola data.

 

E' vero che ci sono certe situazioni dalle quali è meglio uscire, e che non sempre abbiamo gli strumenti per effettuare un discernimento adeguato. Parleremo di questo in altri post.

 

Ma è anche vero che non si possono basare le relazioni sul sentimento del momento. Una pubblicità di qualche anno fa diceva: "Elisa ama Roberto per 3 mesi, poi si vedrà". Uno studio legale Americano aveva scritto: Life is short. Get a divorce! (La vita è breve, ottieni un divorzio).

 

La parola "sposalizio" ci immette in un mondo in cui le parole contano, i sì valgono, le decisioni hanno effetto, si può contare sulla parola data. Mi impegno per te. Sono qui per te, fino alla fine, no matter what.

 

NOZZE

 

Le nozze vengono dal Latino nuptiae, derivato di nubeo, "prendere marito", che probabilmente in origine significava "velarsi", della stessa radice di nubes, "nube" (che vela il cielo).

 

Presso i Romani le donne si sposavano coperte interamente da un ampio velo giallo o color zafferano.

 

Le nozze, dunque, rimandano al motivo del velo e del cielo. Il velo della sposa rappresenta le nuvole nel cielo: come queste nascondono il sole, così quello cela il dono della donna.

 

Le nozze rimandano, dunque, a livello profondo, alla valorizzazione e attivazione della fecondità femminile da parte dell'energia maschile. Il sole rappresenta la vita e il velo (nubi) della donna è la porta di accesso al sole/vita. Tale porta di accesso può essere varcata dall'uomo solo mediante il rito delle nozze.

 

Il rito ha la triplice funzione di:

-       fare prendere coscienza dei significati profondi delle nozze;

-       collocare le nozze all'interno della relazione con Dio;

-       sancire l'unione a livello sociale.

Le nozze squarciano il velo del cielo, ci mettono in comunicazione con Dio.

 

In Greco le nozze sono rese con gamos, dalla radice Sanscrita gam = andare, venire, movimento. Indica l'andare con una donna, avere rapporti sessuali. Notare l'idea del dinamismo.

 

Un altro gruppo semantico è dato dalle parole nymfeo (sposare), nymfe (sposa), nymfìos (sposo), dal Sanscrito naga = ciò che si muove tortuosamente nell'acqua, serpente acquatico, da cui Nymfe (in Greco), divinità delle sorgenti, ninfa, e naiade in Latino, cf. natrix = serpente d'acqua.

 

Le nozze come il contatto con le acque feconde primordiali; cf. il liquido amniotico.

 

In Ebraico la realtà delle nozze viene evocata dal termine chatunnà, dalla radice chatàn. Qualche autore la mette in relazione all'Arabo chtn, "circoncidere" (Tosato). Il segno della circoncisione rimanda all'antico Egitto, dove veniva praticata per i sacerdoti. L'Egitto, a sua volta, può aver accolto la circoncisione dall'Africa, dove è segno di mascolinità, associato al rito di passaggio verso la virilità.

 

Questa associazione dice che le nozze ci fanno entrare nella fase adulta della vita, la fase del dono di noi stessi. Quando, a un certo punto, compi la distinzione definitiva dall'altro sesso, ecco che sei attirato proprio da ciò da cui ti sei distanziato. Ma ogni taglio, ogni decisione serve per accogliere la propria identità, e per comprendere che si cresce solo andando verso l'altro.

 

Così, con la circoncisione il ragazzo diventa uomo, si distanzia dal femminile, ma per scoprire che solo ora può apprezzare l'altro sesso, lo può vedere da una prospettiva diversa. E la nuova prospettiva parla di comunione. Il ragazzo è pronto per accogliere la comunione con il femminile.

 

Si comprende allora che il processo delle nozze comprende due fasi: una fase di distanziamento dall'altro, e una fase in cui – compiuta la recisione del legame – si è pronti per entrare in un legame di diversa natura, il legame nuziale.

 

Un altro termine ebraico per rimandare alle nozze è qiddushin, da qadosh ("riservato, separato, consacrato, santo"). Si tratta della prima fase delle nozze, in cui ci si impegna con atto solenne verso una persona specifica (come le sponsalia Romane).

 

Il termine qadosh designa Dio: il Separato, il Santo, l'Altro, il Trascendente. Indica anche Israele in quanto appartiene a Dio in modo esclusivo: è il popolo consacrato, separato da tutti gli altri popoli.

 

Nelle nozze, dunque, si appartiene l'uno all'altra in modo esclusivo, totale. E questa esclusività reciproca delle persone umane può avvenire solo all'interno della relazione con Dio, il Santo, l'Amore.

 

La nuzialità scatena una fortissima carica emotiva, è uno dei motori principali, in assoluto, di risignificazione della realtà.

 

È per questo motivo che è una delle metafore più importanti per esprimere il rapporto dell'uomo con Dio.

 

Oltre alla forte carica emotiva, la nuzialità si presenta come uno schema di significato generale della realtà.

 

Pensa alla possibilità di trasmettere qualcosa di grande, che doni energia, potenza, amore. Qualcosa che aiuti le persone a essere migliori, a diventare tutto ciò che possono essere. Come si fa? Mediante una prospettiva. Occorre dare un orizzonte, una visione, uno schema di significato. Le nozze.

 

La Bibbia racconta che tutti veniamo dalle nozze, tutti viviamo nelle nozze, e tutti ci compiremo nelle nozze. Le nozze sono la realtà decisiva.

 

La nuzialità è il "mistero grande" (Ef 5,32), mysterion mega.

Mysterion, da mys = chiudere (le labbra), e terion = luogo; rituale segreto, riservato per gli iniziati, qualcosa che non può essere spiegato razionalmente.

 

IlMysterion mega (la nuzialità) può essere inteso anche come il codice decisivo, il significato profondo dell'esistenza, il programma operativo, la chiave di accesso, il filtro della realtà, la luce che illumina, il germe all'interno del seme, l'immagine di Dio.

 

La nuzialità è il DNA dell'universo. Il DNA è uno schema (pattern) presente in ogni cellula. Ogni mia cellula dice la mia unicità, individualità. Il DNA è per ogni organismo vivente quello che la nuzialità è per tutto ciò che esiste.

 

Lasciarsi trasformare dal grande codice dell'esistenza è la cosa più bella e più importante che possa capitare. Tutto assume un diverso significato.

 

La nuzialità è un modo di pensare, una metànoia (cambio di mentalità).

 

Vi sono fondamentalmente due modi di pensare, due prospettive globali di significato: quella associativa e quella dissociativa. Si tratta di due modi complementari di vedere le cose, due accentuazioni della medesima realtà. Tutti noi pensiamo prevalentemente in un modo o nell'altro:

 

Prospettiva associativa: gli elementi sono connessi tra loro; la distinzione è in secondo piano.

 

Prospettiva dissociativa: gli elementi sono distinti; la connessione è in secondo piano.

 

La nuzialità è associativa, ma non solo: essendo uno schema generale, è in grado di tenere insieme le due prospettive, apparentemente in contrasto tra loro.

 

La nuzialità insegna a pensare in modo inclusivo/onnicomprensivo e a un livello meta. Il livello di meta-pensiero (o meta-livello ) consiste in una capacità di astrazione estremamente elevata. È il livello dell'attribuzione di senso all'assurdo (la perdita, la morte, la sofferenza).

 

Infine, una definizione di nuzialità potrebbe essere la seguente:

 

La nuzialità è

la comunione

feconda

del maschile

e del femminile.

 

Potremmo approfondire ogni parola. Cosa è la comunione? Cosa significa essere fecondi? Cos'è il maschile? E il femminile? Lascio questi interrogativi per altri interventi.

 

"Solo l'amore crea", diceva S. Massimiliano Kolbe. Solo la comunione tra i diversi è feconda.

 

 


 

 

 

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