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Fatti per sposare: la nuzialità appartiene ad ogni uomo e donna oltre l’età.
Data 10-01-2011 | Visualizzazioni  21177

 

1. INCONTRI DI FORMAZIONE PER UOMINI E DONNE SINGOLI

Mons Bonetti

 

Tema del 1° incontro

Fatti per sposare: la nuzialità appartiene

ad ogni uomo e donna oltre l'età.

 

Ogni persona è inconfutabilmente fatta per sposare anche quando finisce per pensare e decidere di non essere fatta per sposarsi.

Il primo dato oggettivo dell'essere fatti per sposare è il nostro corpo sessuato.

Anche nella Bibbia vi è l'indicazione che l'essere umano è fatto per sposare.

Già nella Genesi (2,18) leggiamo che il disegno di Dio non prevede l'uomo solo: Poi il

Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia

simile».

Ma anche l'altro racconto della creazione è altrettanto significativo (Genesi 1,26-28): E

Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci

del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i

rettili che trisciano sulla terra». Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo

creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e

moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli

del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».

Una volta plasmato da Dio e collocato nel giardino di cui riceve la gestione, Adamo fa

esperienza di solitudine che la presenza degli animali non riesce a colmare.

Gli occorre un aiuto che gli sia corrispondente.

Un aiuto che non significa qualcosa di subalterno, bensì un aiuto vitale.

Lo scopo è di permettere ad Adamo di non inabissarsi in un confronto sterile e, alla

fine, mortale solamente con se stesso.

E' necessario che Adamo entri in relazione con un altro essere che sia al suo livello.

Che esprima amore: quell'amore nel quale l'uomo-persona diventa dono e mediante

questo dono attua il senso stesso del suo essere ed esistere.

Comprendiamo allora ancor meglio l'espressione: "Non è bene che l'uomo sia solo". Egli

cioè può esistere ed avere una identità solo in relazione con un'altra persona umana.

Perciò essere ad immagine e somiglianza di Dio comporta esistere in relazione.

Il fatto stesso che l'uomo, creati uomo e donna, sia immagine di Dio non significa solo

che ognuno di loro è individualmente simile a Dio come essere relazionale e libero.

Significa anche che l'uomo e la donna, creati come unità dei due, nella comune

umanità sono chiamati a vivere una comunione d'amore e in tal modo a rispecchiare la

comunione d'amore che è in Dio, per la quale le tre Persone si amano nell'intimo

mistero dell'unica vita divina.

Questa duplice somiglianza e unica unità e distinzione è iscritta come qualità

dell'essere di tutti e due, nell'uomo e nella donna. Tutto nella creazione è identità e

relazione. Tutto nasce da una relazione.

 

Lo stesso impulso sessuale è espressione di questa verità: è la comunione, la relazione

il significato della sessualità distinta e non il contrario.

L'impulso erotico infatti è infatti una forza capace di sradicare l'egoismo. Dall'interno e

totalmente. Esso rimane però affidato alla libertà della persona perché ciò che è segno

e forza di una relazione potrebbe essere (erroneamente) vissuto solo come ricerca di se

stesso, del proprio piacere e non come "conduttore" di relazione. E allo stesso tempo

l'altro/a della relazione quando prevale l'istinto autoreferenziale non è più una

persona, ma un oggetto e quindi non si viene a creare la comunione delle persone.

Più chiara dovrebbe essere la frase "fatti per sposare": il corpo umano racchiude in sé

la capacità di accogliere e donare amore per costruire una comunione che ama, accetta

/ è amata, è accettata come persona e comunione d'amore.

Dentro la destinazione maschile e femminile è scritta a caratteri cubitali la chiamata ad

amare ed essere amati.

Possiamo quindi dire "fatti per sposare" perché fatti per amare sapendo che è l'amare

che da pienezza, identità e significato alla persona.

Fatti per amare è molto più grande e comprensivo che fatti per sposare.

Amare è molto più ampio che sposare e l'amare può essere verificato nel contesto

attuale in cui si vive ed in cui ci si relaziona.

Dal come si ama e ci si relaziona, si può verificare se si è fatti per sposare, ma per

sposare amando e non per sposare e basta.

Amare non significa avere una buona sensibilità verso gli altri, una solidarietà, ma si

intende la capacità di essere dono totale di sé e di tirar fuori e donare tutte le proprie

capacità affettive.

Allora è più chiaro perché Dio dice ad Adamo che non è bene che l'uomo sia solo. Se

uno è fatto per amare non è bene che sia solo perché solo non realizzerà se stesso.

Per Dio esiste solo la persona in comunione dove l'essere in relazione, in comunione è

essenziale.

Ogni persona è fatta per fare di sé un dono totale. Solo successivamente si scopre in

che ambito (matrimonio o no), ma l'importante è saper amare ed essere dono.

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