Cantico dei Cantici

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Novena per le sante amicizie
Data 26-12-2022 | Visualizzazioni  118

Novena per le sante amicizie

 "Vi ho chiamati amici" (Giovanni 15, 15)

La novena è una forma di devozione che consiste nel recitare una preghiera specifica per nove giorni consecutivi, per un'intenzione particolare o in preparazione di una festa. La pratica di recitare novene ha il suo fondamento nelle Sacre Scritture: si ispira al periodo di nove giorni che la Vergine Maria, gli Apostoli e altri discepoli hanno trascorso in preghiera nel Cenacolo, dopo l'Ascensione di Gesù al Cielo e in attesa della discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste.

Un aspetto importante delle novene è la preghiera in comunione con i Santi; spesso, infatti, le novene chiedono l'intercessione di un santo in particolare (i santi sono i nostri modelli di fede) per chiedere una grazia a Dio o per ringraziarLo di una grazia ricevuta e della Sua misericordia nei nostri confronti.

Questa novena è una preghiera per chiedere la grazia di amicizie sante e per ringraziare per quelle già presenti nella nostra vita. Le amicizie sante non solo sono preziose compagnie che rendono gioioso il nostro pellegrinaggio terreno, ma sono anche strumenti della Provvidenza per avvicinarci a Dio, per aiutarci ad amarLo e a servirLo sempre di più.

"Un amico fedele è rifugio sicuro: chi lo trova, trova un tesoro" (Siracide 6, 14)

Come recitare la novena

Ogni giorno della novena si recita:

1.  La preghiera iniziale:

"Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre Santo, Dio Onnipotente, Creatore Misericordioso e Amante di ogni vita, Ti lodo e Ti rendo gloria! Il Tuo amato Figlio mi ha chiamato "amico!". Mentre mi metto in silenzio alla Tua presenza per contemplare il grande dono della Sua amicizia, Ti prego: placa la mia mente e i miei pensieri e fa' rilassare il mio corpo. Rendimi più consapevole, o Padre del Cielo, della Tua presenza accanto a me, proprio in questo momento... sopra di me, sotto di me, dietro di me, davanti a me, intorno a me, vicino a me, dentro di me. Ti ringrazio dal profondo del cuore per la Tua infinita bontà verso di me; oggi, in particolare, Ti ringrazio per il dono dell'amicizia di Gesù e per l'esempio che mi ha dato nel farmi amico con gli altri. Ti ringrazio anche per l'esempio dei Santi, che mi mostrano come coltivare delle sante amicizie ed essere dono per le persone che ho accanto. Ti chiedo di concedermi il dono di amicizie sante, di donarmi persone che camminino fedelmente al mio fianco per seguire Te, mentre insieme percorriamo il nostro pellegrinaggio terreno.

2.  La preghiera ai santi del giorno (per ogni giorno della novena, dal primo al nono, è allegata una preghiera ai santi del giorno)

3.  Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

4.  La litanie conclusive:

San Bonaventura e San Tommaso,               pregate per me e per i miei amici

San Francesco e Santa Chiara d'Assisi,                                                                   "

San Francesco di Sales e Santa Giovanna de Chantal,                                         "

Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce,                                                          "

San Domenico Savio e San Giovanni Bosco,                                                          "

Serva di Dio Elisabeth Leseur e suor Marie Goby,                                                "

Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio,                                                   "

Santi Luigi e Zelia Martin,                                                                                         "

San Martino di Porres e Santa Rosa da Lima,                                                        "

Angeli e Santi tutti di Dio, pregate per me e per i miei amici, perché possiamo sempre aiutarci gli uni gli altri a crescere nella santità e a raggiungere il Paradiso.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Primo giorno

San Bonaventura e San Tommaso d'Aquino

- fissando lo sguardo sullo stimarsi a vicenda umilmente

O Santi Bonaventura e Tommaso d'Aquino, la vostra amicizia è nata quando, da giovani, studiavate insieme nella Parigi del 13esimo secolo, e da quel momento siete rimasti profondamente legati per il resto della vostra vita. Dopo aver ottenuto i vostri dottorati nello stesso momento, entrambi avete messo le vostre menti brillanti e i vostri cuori umili a servizio della Chiesa. San Bonaventura, tu che sei stato miracolosamente guarito da San Franesco d'Assisi quando eri bambino, non solo sei diventato un frate francescano, ma hai anche guidato l'Ordine per più di 17 anni. Sei stato poi eletto vescovo e cardinale e i tuoi scritti e le raccolte delle tue predicazioni sono tuttora fonte d'ispirazione e di crescita spirituale per i fedeli. E San Tommaso, stimatissimo sacerdote domenicano, il tuo lavoro di una vita è diventato una serie di volumi ed è una delle più brillanti opere di teologia che la Chiesa abbia mai conosciuto.

Nel corso degli anni spesi a servire il Signore laddove vi chiamava, voi, santi uomini di Dio e brillanti Dottori della Chiesa, avete coltivato la vostra amicizia, basata sullo stimarvi l'un l'altro umilmente; un'unione che vi stimolava a cercare ispirazioni sempre più profonde e unirvi sempre di più a Dio. San Bonaventura, quando il tuo amico Tommaso ti ha chiesto un giorno da dove prendevi tutte le cose meravigliose che scrivevi, tu hai preso la sua mano, lo hai portato alla tua scrivania, hai indicato il grande crocifisso che vi pendeva sopra, e hai semplicemente detto: "Guarda, è Lui che mi dice tutto. Lui è il mio unico Maestro!". E San Tommaso, quando hai trovato il tuo amico Bonaventura immerso nella scrittura della biografia di San Francesco, ti sei allontanato silenziosamente dicendo "Lasciamo che un santo scriva di un santo!". Quando a entrambi era stato chiesto di comporre l'ufficio della Messa per la Festa del Corpus Domini, solennità appena introdotta, tu, san Bonaventura, dopo aver letto la versione del tuo amico Tommaso, hai stracciato la tua.

O Santi amici Bonaventura e Tommaso d'Aquino, chiedo la vostra intercessione per me e per i miei amici. Pregate affinché Dio ci benedica con la stessa santa amicizia che voi avete condiviso. Pregate perché, a vostra imitazione, possiamo stimolarci a vicenda, condurci gli uni gli altri umilmente a ispirazioni spirituali più profonde e a un'unione totale con il nostro Dio Buono e Misericordioso. Amen.

Secondo giorno

San Francesco e Santa Chiara d'Assisi

- fissando lo sguardo sull'affinità delle anime

O Santi Francesco e Chiara, la vostra amicizia è molto conosciuta. Francesco, gran parte della gente della tua città è rimasta turbata quando, dopo la tua conversione pubblica, hai iniziato a predicare e a chiedere l'elemosina per le strade di Assisi. C'è stata una ragazza assisiate, però, che dopo averti ascoltato si è lasciata attrarre dalla tua santità: la giovane Chiara Offreduccio. Era bella, nobile e ricca. Ma niente di tutto ciò le ha impedito di riconoscere la saggezza e la bellezza di una vita con Dio al centro, la vita di santa povertà che tu predicavi con le parole e con le azioni. Fortemente ispirata da te, Chiara ha allora lasciato alle sue spalle le comodità, la ricchezza, il prestigio e, una sera della Domenica delle Palme, ha abbandonato la sua vita agiata per sposare totalmente quello stile di vita povero. Da quel momento, la profonda amicizia che vi univa vi ha aiutati a crescere nella comunione con Dio. Eravate anime affini... entrambi animati dallo stesso amore per Dio e vi sostenevate l'un l'altra nel cammino verso la perfezione. Mentre tu, Francesco, hai mostrato ai tuoi compagni un nuovo e rivoluzionario stile di vita che ha portato alla fondazione dell'Ordine Francescano, tu, Chiara, hai guidato le donne che venivano da te col desiderio di abbracciare uno stile di vita simile: estremamente umile e che richiedeva una totale fiducia nella Divina Provvidenza. Avete contribuito entrambi alla nascita della spiritualità francescana - specialmente riguardo alla preghiera, basata sul soffermarsi su quattro momenti: fissare lo sguardo, meditare, contemplare e imitare. O Santi Francesco e Chiara, quanto vi siete supportati e ispirati l'un l'altra nel vostro cammino spirituale, che è stato spesso difficile e pieno di sofferenza! Le vostre vite, la vostra fede, il vostro esempio e la vostra amicizia hanno dato frutti straordinari che rimangono ancora oggi, più di 800 anni dopo la vostra morte.

Pregate, o santi Francesco e Chiara, per me e i miei amici. Pregate perché io possa essere per tutti loro uno strumento della pace di Dio. Aiutatemi a ispirarli a vivere il Vangelo pienamente... fissando lo sguardo su Cristo, contemplandoLo e imitandoLo. E quando ricevo la grande benedizione, un dono raro e prezioso, di trovare in un amico santo un'anima affine, ardente del mio stesso amore per Dio, pregate che ciascuno di noi sia guidato dallo Spirito Santo in ogni sua parola e azione... per accompagnarci vicendevolmente nel nostro cammino verso la perfezione con saggezza, comprensione, compassione, fortezza, sapienza, prudenza e timor di Dio. Amen.

Terzo giorno

San Francesco di Sales e Santa Giovanna de Chantal

- fissando lo sguardo sulla risposta alle nostre preghiere

O Santi Francesco di Sales e Giovanna de Chantal, la vostra amicizia era una grazia tanto speciale che è cominciata prima ancora che vi incontraste. Tu, Santa Giovanna, negli anni difficili dopo la morte di tuo marito, sentendoti sola e appesantita dai fardelli della tua vita, hai chiesto a Dio in preghiera di mandarti un amico e una guida. Dio ti ha mostrato in una visione il direttore spirituale che aveva pensato per te. Anni dopo, durante un viaggio, sei andata ad ascoltare il vescovo di Genova predicare nella santa Cappella di Dijon e con grande sorpresa hai riconosciuto in lui la persona della visione! E nel frattempo tu, San Francesco, avevi avuto un sogno simile su una donna che avrebbe segnato la tua vita. Mentre predicavi dal pulpito quel giorno, tra le panche hai visto una donna che hai subito riconosciuto come la donna del tuo sogno. L'hai cercata e hai fissato un incontro con lei. La vostra profonda amicizia spirituale, ricca di frutti per entrambi, è sbocciata quel giorno ed è durata per più di vent'anni. Quello che vi colpiva l'uno dell'altra era la devozione a Dio e questo vi spingeva entrambi all'umiltà. San Francesco, tu sei diventato il fidato direttore spirituale di Giovanna e l'hai guidata nel suo cammino di fede, sia incontrandola personalmente in seguito, sia tramite una corrispondenza epistolare. Con il tuo supporto, Giovanna ha fondato un ordine religioso, per il quale tu, Francesco, hai scritto il celebre "Trattato sull'amore di Dio". La vostra santa amicizia ha donato alla Chiesa quella che oggi è conosciuta come la spiritualità salesiana, che ha guidato e ispirato moltissimi fedeli nel corso dei secoli. San Francesco, i vostri cuori e le vostre anime erano così connessi che Santa Gianna ha percepito, a distanza, il momento esatto della tua morte.

Riguardo al tema dell'amicizia, tu, San Francesco, hai scritto: "È una benedizione amare sulla terra come speriamo di amare in cielo e incominciare quaggiù quell'amicizia che è destinata a durare per sempre lassù. Non sto parlando ora di semplice carità, un amore dovuto a tutta l'umanità, ma di quell'amicizia spirituale che lega due anime, portandole a condividere devozioni e interessi spirituali, tanto che tra loro esiste una sola mente." (Introduzione alla vita devota, III, 19)

O Santi Francesco e Giovanna, la cui amicizia è stata la risposta a una preghiera, presentate le vostre preghiere a Dio, lassù in Paradiso, chiedendoGli di rispondere alle mie per i miei amici. Quando qualcuno dei miei amici è appesantito dalle difficoltà della vita e si sente solo, chiedete a Dio di benedirlo/a, come ha benedetto voi, con amicizie che lo/la conducano direttamente al Suo cuore. E pregate che io risponda sempre alla chiamata di farmi amico, così da essere un umile strumento del Suo conforto e della Sua grazia.

Quarto giorno

Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce

- fissando lo sguardo sul lavorare insieme per la Chiesa

O Santi Dottori della Chiesa, Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce, il vostro incontro e la vostra amicizia hanno cambiato la vita di entrambi. San Giovanni, tu stavi andando a realizzare il tuo desiderio di entrare nell'Ordine Certosino quando, lungo la strada, ti è capitato di incontrare la carismatica suora carmelitana Teresa d'Avila. Teresa era veramente meravigliata dalle pratiche di devozione con cui ti esercitavi alla totale sottomissione alla volontà di Dio, tanto che ti ha chiesto di unirti a lei per riformare l'Ordine Carmelitano. E anche tu sei rimasto colpito da questa santa donna di Dio, così devota a Cristo, così talentuosa, coraggiosa, contemplativa, entusiasta, perseverante e disciplinata, tanto che hai accettato la sua proposta pur sapendo che avrebbe completamente cambiato la tua vita e i tuoi piani. In una società fortemente ostile alle riforme che Teresa stava cercando di portare avanti, lei aveva bisogno di un amico santo e coraggioso, costante sia nelle azioni che negli intenti, con cui collaborare. Lo ha trovato in te quell'amico. Insieme avete fondato i Carmelitani Scalzi, avete aperto conventi e monasteri in tutta la Spagna. Lì avete ristabilito norme più austere, più simili alle regole originali (stabilite nel 1209) che negli anni erano state corrotte, scardinate e rese più leggere. Che bello il modo in cui avete lavorato insieme! San Giovanni, tu sei diventato il direttore spirituale e confessore di Santa Teresa, e Santa Teresa, tu e le altre suore vi siete prese cura di San Giovanni e della sua salute dopo i suoi lunghi mesi di prigionia e tortura. Da amici e co-lavoratori per la Chiesa, vi siete supportati, incoraggiati, guidati e ispirati l'un l'altra. Avendo riconosciuto il valore di tutto questo, Santa Teresa ha scritto: "Che grande grazia fa Dio a quelli a cui mette accanto persone buone!"

O Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce, vorrei che io e i miei amici imparassimo a trarre ispirazione sempre dalla vostra amicizia quando lavoriamo insieme come seguaci di Cristo a servizio della Chiesa. Chiedo le vostre preghiere da lassù: chiedete a Dio Onnipotente di benedire le mie amicizie; pregate perché, quando io e i miei amici ci sforziamo per costruire insieme il Regno di Dio, Lui guidi le nostre mani, le nostre menti e i nostri cuori con la Sua grazia. Pregate affinché possiamo essere - come lo eravate voi - amici santi, fidati, di ispirazione gli uni per gli altri (magari tanto da stravolgerci la vita a vicenda!). Amen.

 

Quinto giorno

San Domenico Savio e San Giovanni Bosco

- fissando lo sguardo sulla gioia di avere amicizie di ogni età

O San Domenico Savio e San Giovanni Bosco, il profondo affetto che vi univa mostra quanta bellezza e quanti doni vengono da amicizie tra persone di diverse fasce d'età. Tu, San Domenico, eri molto giovane e così devoto che hai preservato la tua innocenza battesimale per tutta la vita. All'età di dodici anni sei entrato nella scuola di don Giovanni Bosco, il suo "Oratorio", sperando di realizzare il tuo desiderio di diventare sacerdote. Dopo che don Bosco - prima di farti ammettere alla scuola - ha preso in esame le tue aspirazioni e i tuoi desideri, tu gli hai chiesto: "Che cosa pensi di me?", "Penso che ci sia del buon materiale in te", ha risposto don Giovanni Bosco, con un sorriso. "Bè, dunque", hai replicato, "tu sei un buon sarto, se il materiale è buono, prendimi e tira fuori da me un nuovo abito per Nostro Signore!".

L'Oratorio era frequentato da ragazzi ribelli, cresciuti per strada, bisognosi di amore, di incoraggiamento e di una guida; lì le tue virtù eroiche, Domenico, hanno presto iniziato ad emergere e ad essere apprezzate. E don Bosco ti ha aiutato e ispirato molto nelle sfide quotidiane che si presentavano, ti ha saggiamente consigliato e guidato spiritualmente. Nonostante la differenza di età, avete coltivato una santa amicizia che era radicata in una profonda ammirazione reciproca e nel desiderio condiviso di servire il Signore con santa gioia. Quando a quattordici anni ti sei ammalato gravemente, Domenico, è stata presa la difficile decisione di farti lasciare l'Oratorio per farti tornare a casa per la convalescenza. Anche se don Bosco nutriva davvero la speranza che ti riprendessi completamente e tornassi presto, la separazione tra te e lui è stata sofferta e accompagnata dalle lacrime. Quando don Bosco ha ricevuto, tramite una lettera di tuo padre, la triste notizia della tua morte, Domenico, è stato sopraffatto dal dolore. Il suo amore per te era tanto grande che ha scritto una tua biografia commovente, che poi è diventata determinante nel tuo processo di canonizzazione. Oggi le vostre tombe si trovano l'una accanto all'altra a Torino e danno la perpetua testimonianza della vostra profonda amicizia.

O Santi Domenico Savio e Giovanni Bosco, giovinezza e maturità si sono compenetrate bene nella vostra unione. Ora che riposate in cielo tra le braccia di Colui che amate e che avete servito in modo così mirabile sulla terra, pregate da lassù per me e i miei amici... Soprattutto per gli amici che hanno un'età molto diversa dalla mia. Pregate perché Dio ci dia la santa capacità di apprezzare i doni che possiamo offrirci trovandoci in diversi stati e fasi della vita. Pregate affinché lo Spirito Santo ci illumini per essere tra noi guide e ispirazione, sale e luce e perché possiamo imparare gli uni dagli altri, come avete fatto voi due, a preservare il più possibile la nostra innocenza battesimale per tutta la vita. Amen.

Sesto giorno

Serva di Dio Elisabeth Leseur e suor Marie Goby

- fissando lo sguardo sul farsi compagnia lungo il pellegrinaggio terreno

O sorelle in Cristo, Elisabeth Leseur e Soeur Marie Goby, la Provvidenza vi ha fatte conoscere con un incontro casuale. Nonostante vi siate incontrate di persona solo due volte (alla fine del 19esimo secolo in Francia), grazie a una corrispondenza epistolare tra voi è nata una forte amicizia, che è diventata una delle relazioni più significative, costruttive e sante per la vita di entrambe. Sin da subito vi siete stimate profondamente a vicenda, l'una per la spiritualità, per il cuore e per l'anima dell'altra. Ciascuna ha trovato nell'altra la confidente perfetta: una benedizione davvero preziosa. Elisabeth, tu vivevi un matrimonio in cui l'amore era condiviso, ma la fede non lo era. Tuo marito Felice e gran parte della tua cerchia di familiari e amici erano ostili alla religione.

Non si univano a te nella ricerca di una relazione profonda con Nostro Signore. Così hai vissuto un'esistenza per molti versi isolata: sei stata costretta a vivere una vita parallela. Passavi molto del tuo tempo a pregare e a offrire la tua sofferenza fisica per la conversione di Felice, che dopo la tua morte e dopo aver letto i tuoi diari, si è finalmente convertito ed è diventato sacerdote! E tu, suor Marie Goby, sebbene vivessi in comunità con altre religiose, non trovavi tra loro una confidente con cui condividere, discutere e approfondire liberamente il tuo grande amore per Dio, fino a quando non hai incontrato Elisabeth. Le vostre lettere erano piene di profonda condivisione spirituale, di assistenza devota l'una verso l'altra, di sostegno emotivo, di saggi consigli nei momenti difficili di discernimento e di amore fraterno che sollevava i vostri spiriti. Suor Marie Goby, hai scritto ad Elisabeth: "Ti dico semplicemente che ho sentito e compreso la tua anima e, dal profondo della mia, ringrazio Dio per averti donato una fede così viva! [...] La tua anima non è mai distante dalla mia e davanti a Dio il ricordo di te è unito a quello delle persone che amo". Ed Elisabeth, tu hai detto che la Provvidenza ti aveva concesso nella vostra amicizia "un dolce regalo" e che sentivi "una totale unione di cuore" con questa tua cara amica. Siete state compagne di viaggio nel cammino verso il nostro Padre Celeste e vi siete aiutate a vicenda ad ascendere alle vette del vostro amore per Dio.

O care e fedeli amiche, Elisabeth Leseur e suor Marie Goby, voi avete sperimentato "la comunione dei santi già prima della morte" nella vostra amicizia. Chiedo le vostre e le preghiere di intercessione di tutti i santi per me e per i miei amici. Pregate che Dio ci benedica con una santa unione dei cuori come quella che voi avete sperimentato, non importa se siamo fisicamente vicini o separati dalla distanza. Pregate perché io possa alleviare la solitudine nel viaggio spirituale di un amico che vive nell'isolamento e che il mio amico possa fare lo stesso con me. Pregate perché la nostra unione ci faccia elevare e faccia crescere in noi l'anelito a conoscere, amare e servire Dio. . . . mentre ci sforziamo insieme di diventare perfetti ai Suoi occhi. Amen.

Settimo giorno

Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio

- fissando lo sguardo sul potere trasformante dell'amicizia

Pochi amici possono dire che la loro amicizia ha trasformato una buona parte del mondo, ma voi, Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio, potete sicuramente fare una simile affermazione. Dio ha fatto miracoli attraverso la vostra amicizia! Tu, Francesco, ragazzo intelligente, orgoglioso, senza regole e con ambizioni mondane, hai incontrato Ignazio all'Università di Parigi nel 1527. Ignazio, di quindici anni più grande di te ed ex ufficiale militare, allora aveva già vissuto la sua profonda conversione. All'inizio tu, Francesco, ridicolizzavi Ignazio senza pietà per la sua radicalità nell'amare e servire Dio. Nel corso del tempo, però, Ignazio ti ha fatto spalancare il cuore a Cristo, e da lì in poi lo hai sempre chiamato "padre della mia anima". Dopo qualche anno, voi due e altri cinque amici avete solennemente promesso di spendere le vostre vite al servizio della Chiesa, ponendo le fondamenta della "Compagnia di Gesù", l'Ordine dei Gesuiti. Che santo giorno quello in cui, nel 1537, voi due siete stati ordinati sacerdoti insieme! Poco dopo vi siete separati per non rivedervi mai più. Tu, Francesco, hai accettato di servire il Papa come missionario e ti sei imbarcato per diffondere il Vangelo in India, Indonesia e Giappone. Anche se questa missione è stata tormentata, sei riuscito ad avvicinare migliaia di persone a Cristo, tanto che il braccio con cui battezzavi ne è uscito lesionato, e sei stato spesso definito il più grande missionario dai tempi di San Paolo. E tu, Ignazio, da forte leader e straordinario direttore spirituale quale eri, impegnato a reggere le fila e a coordinare il buon lavoro dell'Ordine dei Gesuiti, nonostante la distanza sei sempre rimasto estremamente vicino a Francesco con le lettere che vi scrivevate. Queste parole: "Interamente tuo, Francesco, senza alcun potere né occasione di dimenticarti mai", scritte in una lettera, hanno fatto piangere il tuo caro amico quando le ha lette. Francesco ha poi risposto: "Chiediamo a Dio la grazia di vederci uniti nella prossima vita. Chi di noi sarà il primo a passare all'altra vita e non troverà già lì suo fratello, che ama nel Signore, deve chiedere a Cristo Nostro Signore di riunirci lì nella gloria ". Era giusto rendere onore alla vostra profonda amicizia - un'amicizia che ha portaro a molte conversioni e a un fiorente Ordine sacerdotale che ha dato tanta gloria a Dio - e si è così scelto di dichiararvi Santi nello stesso giorno.

O Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio, imploro la vostra intercessione insieme a quella di tutti gli Angeli e Santi del Cielo, vi chiedo di pregare per me e per tutti coloro che amo in amicizia. Pregate perché possiamo elevare le nostre relazioni alle sacre altezze che voi avete raggiunto, basandole sull'amore e sull'obbedienza a Dio. Pregate che anche noi troviamo la nostra strada verso la santità e, così facendo, che possiamo prolungare la nostra amicizia dal suo inizio qui sulla terra alla gloria eterna con Dio Onnipotente in cielo. Amen.

Ottavo giorno

Santi Luigi e Zelia Martin

- fissando lo sguardo sull'amicizia nel matrimonio

A volte mariti e mogli - quando il loro matrimonio è benedetto da un alto grado di affinità, comunicazione sincera e tenero affetto - si considerano migliori amici. Questo era vero per il vostro matrimonio, Santi Luigi e Zelia Martin. Dopo esservi sposati (con un bellissimo matrimonio di mezzanotte a lume di candela) solo tre mesi dopo esservi incontrati, avete vissuto un matrimonio felice lungo diciannove anni radicato in un'amicizia profondamente autentica e spirituale. Entrambi avevate considerato seriamente la vita religiosa prima del vostro incontro e avete vissuto un matrimonio cristiano esemplare, formando una famiglia e creando un ambiente familiare che invitava ogni membro alla santità. Voi e tutti i vostri figli avete risposto all'invito con grande amore per Dio e con l'obbedienza alla Sua santa volontà. Le lettere che sono sopravvissute fino ad oggi, dei momenti in cui siete stati separati, rivelano la profonda devozione, ammirazione e sostegno che vi siete donati l'un l'altra durante le prove della vita quotidiana. Vi auguravate l'un l'altro la felicità in questo mondo e nella vita futura. Nonostante molte tragedie (inclusa la morte di quattro dei vostri nove figli) e le malattie (i bisogni speciali di una delle vostre figlie e il cancro al seno di Zelia), la vostra casa sprizzava la gioia dei semplici piaceri quotidiani e il grande affetto reciproco. Ciascuna delle vostre cinque figlie sopravvissute è entrata in convento e una, Teresa, è una Santa canonizzata e Dottore della Chiesa.

O Padre celeste, quanto devi esserti compiaciuto nel vedere l'amore profondo e l'amicizia accogliente presenti nel matrimonio di Luigi e Zelia Martin. Questo ha portato frutti non solo per loro due, ma anche per i loro figli, per la Chiesa e la società. Preghiamo perché tutti noi che siamo stati uniti nel santo vincolo del matrimonio possiamo essere ispirati da questa coppia venerabile, e affinché abbiamo il coraggio di sostenere che il sacro vincolo del matrimonio è l'unione di un uomo e di una donna, come Tu hai saggiamente stabilito.                                                                            Signore Misericordioso, oggi Ti chiedo umilmente di riversare le tue benedizioni sui matrimoni dei miei amici. Ti prego di rafforzare ogni uomo e ogni donna uniti nel Santo Matrimonio mentre camminano insieme attraverso le gioie e i dolori della vita. Infondi generosamente la Tua grazia su ogni marito e moglie da Te chiamati alla vocazione del matrimonio, in modo che possano raggiungere più perfettamente le virtù eroiche che permetteranno loro di chiamarsi l'un l'altra non solo "il/la mio/a amato/a sposo/a, ma anche "il/la mio/a migliore amico/a". Prego per il mio futuro sposo/a se cosi' e' la Tua volonta'. Aiutami a prepararmi in modo da essere dono. Amen.

Nono giorno

San Martino di Porres e Santa Rosa da Lima

- fissando lo sguardo sull'amicizia con Gesù

Appena prima della Sua Passione, Gesù ha detto ai Suoi discepoli: "Siete miei amici se fate ciò che vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa cosa fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, per tutto quello che ho sentito dal Padre mio, l'ho fatto conoscere a voi".

O Santi Martino e Rosa, è facile vedere che voi eravate veramente amici di Gesù. Martino, tu sei cresciuto in povertà, abbandonato da tuo padre e ridicolizzato da gran parte della società per via della tua nascita illegittima e della tua etnia mista. Il tuo cuore è diventato santo attraverso la sofferenza. Quando hai chiesto di poter diventare un prete domenicano, sei stato rifiutato perché in Perù, a quel tempo, agli Africani e agli Indiani era vietato per legge diventare membri a pieno titolo di ordini religiosi. Così, sei andato a lavorare nel convento domenicano come membro della servitù e, con grande umiltà, non ti sei risentito per l'ingiustizia subita. Hai svolto tutti i tuoi doveri presso il convento (la cura dei malati, dei senzatetto della città, degli animali), con santa umiltà, devozione e cura. Hai davvero vissuto il comandamento di Gesù di amarsi gli uni gli altri. Hai mostrato comprensione e compassione verso un'altra persona della tua stessa città - un'altra membra laica del Domenicani - che era spesso ridicolizzata e incompresa: la bellissima Rosa di Lima. Dedicandosi totalmente a Dio, Rosa viveva perlopiù isolata praticando digiuni, penitenze e mortificazioni. Come te, Rosa ha rispettato con tutto il cuore i comandamenti di Gesù e voi siete diventati molto amici, confortandovi e supportandovi a vicenda. Dopo aver avuto visioni mistiche, Rosa ha attraversato periodi di tormento e di grande turbamento nella sua anima; è stata anche portata davanti all'Inquisizione dai concittadini. Tu, però, da vero amico, sei accorso in suo aiuto e hai dato a Rosa ciò di cui aveva bisogno: la rassicurazione che le sue esperienze e le sue sofferenze erano in realtà i segni di un'amicizia più intima con Nostro Signore.

O Santi Martino di Porres e Rosa da Lima, sono così grato per le mie sante amicizie. Pregate per me e per i miei amici affinché possiamo sempre ricordare che Cristo ci chiama Suoi amici. Pregate perché io e loro possiamo essere, come voi, di conforto gli uni per gli altri, rassicurandoci a vicenda e, cosa più importante, possiamo essere sempre attratti nel corso della nostra vita dall'amicizia più sacra di tutte: l'amicizia con il Nostro Signore Gesù Cristo. Amen.

 


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