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Una lettera rispedita al mittente
Data 13-06-2013 | Visualizzazioni  2861

Comunità Ambrosiana

Newsletter di Alleanza Cattolica in Milano

n. 96 – giugno 2013

www.comunitambrosiana.org

 

Una lettera rispedita al mittente

 

Care amiche, cari amici

sul sito del Forum delle associazioni familiari trovate una lettera al Corriere della Sera scritta dal Presidente del Forum, Francesco Belletti, che il quotidiano di via Solferino non ha voluto pubblicare, rimandandola al mittente. La lettera avrebbe voluto replicare agli interventi di Stefania Prestigiacomo (Pdl), Barbara Pollastrini (Pd) e Ivan Scalfarotto (vicepresidente Pd), tutti e tre favorevoli al riconoscimento delle unioni omosessuali attraverso un'apposita legge.

La posizione del Forum delle associazioni familiari, ossia la posizione delle famiglie fondate sul matrimonio fra un uomo e una donna, non riesce a trovare ospitalità sul maggiore quotidiano italiano e ci aiuta a capire che cosa sta accadendo nel mondo occidentale a proposito di famiglia, ma anche di vita e di libertà di educazione. Se infatti leggete quanto scrive in prima pagina il Foglio di mercoledì 12 giugno con il titolo Il virus letale di Bill Gates, vi rendete conto di che cosa significhi il fatto che il boss della Microsoft e sua moglie Melinda abbiano organizzato in Malesia in questi giorni, invitando 4mila delegati, un evento nell'ambito di "una campagna a suon di miliardi di dollari per ridurre la popolazione mondiale". Al loro fianco Cecile Richards, Presidente della Planned Parenthood Federation of America (la più grande ong dell'aborto) la Presidente dell'agenzia Onu che si occupa di pianificazione familiare, cioè di favorire l'aborto, intellettuali come il bioeticista australiano Peter Singer, teorico dell'infanticidio, e pionieri dell'aborto tardivo, a cui si sta già arrivando, come l'americano Leroy Carhart. La moglie Melinda Gates, che viene presentata come "cattolica praticante", anche se forse farebbe bene a leggersi il Catechismo, ha raccolto 4 miliardi di dollari per aiutare le organizzazioni che finanziano l'aborto nei Paesi in via di sviluppo.

Queste poche informazioni servono a capire la sproporzione che esiste nella battaglia sui princìpi non negoziabili fra chi mette in campo risorse incredibili per eliminare gli innocenti e per sostituire la verità sulla famiglia, arrivando a cambiare con campagne propagandistiche massicce la cultura di un popolo, e chi invece spesso fatica a trovare qualcuno che offra la sede per fare le riunioni o i soldi per stampare un bel volantino o manifesto.

 

La battaglia politica è persa

 

Questo è quello che sta accadendo attorno ai progetti di legge depositati in Parlamento per riconoscere le unioni omosessuali, che non è altro che uno dei tanti fronti della battaglia fra la cultura della vita e quella della morte. L'aspetto della battaglia più importante è quanto avviene nel cuore di ogni uomo, cioè dentro la società, dove si combatte per il consenso di ciascuno e dove ognuno dovrà decidere da che parte stare. L'aspetto politico della battaglia è sotto gli occhi di tutti: proposte di legge a favore del riconoscimento delle unioni omosessuali vengono sia da deputati del Pdl che del Pd, mentre il Movimento5Stelle è favorevole e Scelta Civica sembra essere divisa sui principi non negoziabili, almeno osservando il fatto che ha presentato due mozioni alternative a proposito di aborto e applicazione della Legge 194. Questo Parlamento ha i numeri per approvare una legge e i cattolici non hanno la forza per opporsi, al contrario di quanto avvenuto negli ultimi anni, soprattutto dopo il Family Day del 2007.

 

Cercare il consenso "uscendo" in mezzo alla gente

 

Quindi il cuore della battaglia è dentro il Paese, sui giornali, nelle radio e nelle Tv, nei centri culturali, nelle scuole e università e nelle parrocchie. Bisogna assumere lo stile missionario di papa Francesco e andare a parlare di Cristo nelle "periferie esistenziali", ma si deve parlare anche dei princìpi non negoziabili, della difesa della vita, della centralità della famiglia e della libertà di potere educare secondo le scelte dei genitori e non sotto l'imposizione degli Stati. Bisogna avvicinare le persone dove si trovano, nei bar, negli stadi, in ufficio, in fabbrica, nei centri commerciali, ovunque vi sia qualcuno che ci ascolti. Per questo Alleanza Cattolica proporrà a breve una conferenza che spieghi i motivi dell'opposizione del Magistero della Chiesa al riconoscimento delle unioni gay, la bellezza e la centralità del matrimonio che fonda la famiglia e dell'amore umano illustrato nelle celebri e splendide catechesi del beato Giovanni Paolo II, nei primi anni del suo Pontificato.

La crisi non nasce dalla politica e non troverà una risposta anzitutto dalla politica. Non dobbiamo illudere nessuno né farci illusioni: rappresenta una minoranza chi oggi sostiene i princìpi non negoziabili. Una minoranza si affida soprattutto alla preghiera e alla ricerca del consenso, ecco perché ci permettiamo di chiedere a ciascun lettore di Comunità Ambrosiana di invitarci a tenere questo tipo di conferenza, ovunque riteniate sia possibile, anche in case private e di fronte a poche persone, con le quali peraltro è più facile conoscersi e comprendersi. Questa conferenza cercherà di tenere insieme la battaglia sui princìpi non negoziabili, mostrando i legami che uniscono le sorti di vita, famiglia e libertà di educazione. Essa viene offerta a tutti, a cominciare dai grandi organismi, come il Forum, e alle 48 associazioni che ne fanno parte, ai movimenti ecclesiali, alle associazioni che si occupano specificamente di questi temi.

 

Vi ringraziamo per quanto potrete fare. La battaglia è difficile, più difficile che in passato. L'aggressività dei nemici di vita e famiglia è aumentata e aumentato è anche il loro profondo risentimento verso chi li difende. Nel mondo cattolico serpeggiano, da tempo peraltro, idee confuse che pensano di poter svuotare le richieste di abortisti e gay anticipandole con proposte di legge più "soft". Se leggiamo il passato anche recente del movimento per la famiglia e per la vita in Italia, vediamo che ci sono alcuni eventi dei quali possiamo andare fieri, come il Family Day (2007) e il referendum sulla legge 40 (2005), e altri di cui i cattolici debbono vergognarsi e chiedere scusa, come le firme di esponenti della Dc alla legge 194. Nella storia si possono vincere o perdere alcune battaglie, ma non si deve mai perdere la fedeltà alla verità e con essa l'onore. 

 

Marco Invernizzi

 

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